LE 10 REGOLE PER IL TRADER
Il mercato dei covered warrant, come ogni altro mercato di strumenti derivati, non è semplice nel funzionamento e chiaro nei meccanismi che lo governano. I motivi sono essenzialmente due: a natura specifica dei cw, il cui prezzo dipende solo marginalmente dalle normali dinamiche di domanda e offerta e il ruolo degli emittenti nello svolgimento della funzione di market makers. Il mercato si basa sul principio sulla base del quale l'emittente, che si assume l'onere di costituire e di far funzionare il mercato, ne stabilisce le regole di funzionamento e le modalità di determinazione dei prezzi, nel rispetto dei principi di corretto svolgimento degli scambi e delle regole di calcolo del prezzo teorico. Si presenta, quindi la necessità di individuare gli elementi che un investitore deve tenere in considerazione, affinchè possa limitare la rischiosità dell'Mcw e affinchè possa affidarsi a criteri di razionalità per la scelta del cw giusto.
1) Analisi complessiva del mercato di riferimento. Risulta fondamentale analizzare la situazione congiunturale dello scenario economico. Se il mercato di riferimento presenta un marcato trend a rialzo, allora un eventuale scommessa sul singolo titolo o comparto di tale mercato dovrà, necessariamente, essere filtrata sulla base di un'interpretazione positiva. Al contrario, nell'ambito di uno scenario di persistente diffidenza e pessimismo, l'investimento, anche sulla società che presenta le migliori prospettive di crescita, dovrà tenere conto di limiti contingenti alle potenzialità evolutive del titolo.
2) Il timing. Rappresenta un elemento decisivo ed è perciò necessario tenere conto che, per quanto ben impostato, difficilmente un titolo potrà prodursi in un rialzo consistente, se il mercato di riferimento continua a proporre una successione di sedute univocamente orientate al ribasso.
3) Il sottostante. La scelta del sottostante deve basarsi su uno studio dei fondamentali e dell'analisi tecnica. Al momento i sottostanti più scambiati e più "affidabili" in questo periodo di incertezza sono gli indici azionari italiani ed esteri sia per i maggiori volumi di scambio sia per la minor propensione al rischio specifico tipico dei singoli titoli.
4) Il fattore tempo. Influisce direttamente sul valore del derivato che, proprio a causa del tempo, è caratterizzato da un trend del prezzo decrescente e ciò indipendentemente dalle altre variabili che ne influenzano il valore. Perciò il cw deve essere utilizzato per speculazioni giornaliere, al massimo overnight. Inoltre l'effetto tempo è tanto maggiore quanto più ci si avvicina alla scadenza e tanto maggiore quanto più un cw è out-of-the-money, perchè le probalilità che il covered scada "in" si assottigliano notevolmente. Una regola empirica da ricordare è che un cw l'ultima settimana di vita presenta un valore pari ad un terzo del valore iniziale.
5) Moneyness. Se un investitore presenta un elevato profilo rischio-rendimento, la scelta del cw dovrà ricadere su di un cw out-of-the-money o at-the-money, perchè maggiormente sensibili alle variabili che influenzano un cw. Altrimenti la scelta ricadrà su un covered in-the-money che garantisce una maggiore stabilità nell'evoluzione di prezzo. E' sconsigliabile la scelta di cw deep-in-the-money (investimento paragonabile a quello azionario) e deep-out-of-the-money (eccessivamente sensibile al fattore tempo ed alla volatilità). In questo periodo, per tutti gli investitori, la scelta deve ricadere per cw in-the-money o al massimo at-the-money, dal momento che l'instabilità dei mercati espone gli investitori a rischi ingestibili.
6) Spread bid-ask. La scelta dovrà ricadere su quei cw che presentano un differenziale non superiore al 5-5,5% e soprattutto dovrà essere valutata la politica del Market Maker per quanto riguarda l'allargamento di tale differenziale in momenti critici del mercato.
7) Volatilità implicita. Tutti gli investitori dovranno puntare su covered che presentano una volatilità implicita prossima a quella storica (se non addirittura inferiore), perchè è garanzia di un acquisto a buon mercato del covered. Come per lo spread bid-ask, anche per la volatilità è necessario valutare il comportamento del MM in termini di tagli di volatilità e quindi di improvvise perdite di valore del derivato.
8) Liquidità. Un cw liquido è sicuramente da preferire ad uno illiquido, perchè aumentano le possibilità di monetizzare l'investimento al prezzo e per le quantità desiderate, in maniera tempestiva, anche se tale caratteristica deve essere accompagnata da uno spread ed una volatilità adeguati. Inoltre è fondamentale che il cw presenti un delta superiore al 50%, così da sfruttare l'effetto leva, che caratterizza gli strumenti derivati.
9) Il Market Maker. In relazione alle politiche di gestione del bid-ask, della volatilità implicita e della liquidità, diventa importante individuare la coerenza e l'affidabilità del MM, visto che questi ultimi possono modificare tali variabili arbitrariamente. Solo attraverso una selezione qualitativa degli emittenti da parte degli investitori è pensabile il raggiungimento di quella trasparenza e quell'efficienza, cui spesso si fa riferimento quando si parla di cw.
10) La psicologia dell'investitore. Una delle regole di più difficile applicazione è quella di prevedere la chiusura in perdita di una posizione. La psicologia dell'investitore tradizionale esclude, infatti, questa soluzione: la strategia più comune è quella di aspettare finchè il prezzo risale, almeno fino al valore di acquisto iniziale. Un covered si muove su un trend di fondo assolutamente decrescente e quindi sarebbe controproducente detenere il titolo in portafoglio. Per o stesso motivo è assolutamente sconsigliabile adottare, in caso di perdita, la strategia di mediare al ribasso. Un cw ha sempre maggiori probabilità di perdita che di guadagno, poichè in un mercato teoricamente immobile, un covered perde valore per il semplice trascorrere del tempo. Regola ferrea, dunque, dovrà essere quella di fissare stop-loss.
A cura di Riccardo Catalani
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