TURBO E SHORT CERTIFICATES

BR0CHURENEW

A partire dal 6 Giugno 2002 sull'Mcw sono disponibili due nuove tipologie di prodotti finanziari emessi da Abn Amro in grado di accentrare l'interesse degli investitori: i Turbo certificates e gli Short certificates. A circa un anno dalla prima emissione  effettuata da Abn Amro, anche Unicredito-TradingLab ha deciso di emettere i primi Turbo&Short certificates. L'ingresso del primo emittente per quote di mercato sul mercato dei Turbo&Short, sta a significare il successo che stanno riscuotendo tali strumenti, che stanno calamitando circa il 10% del controvalore degli scambi dell'Mcw ogni giorno, in un momento in cui i volumi sui covered warrants di tipo tradizionale (plain vanilla) hanno subito un calo evidente. Per quanto riguarda i sottostanti, Abn Amro ha un'offerta più ricca con gli indici Dow, S&P, Nasdaq, Eurostoxx, Mib30 e Dax. Unicredito, da parte sua, per ora si è limitato a Mib30 e Dax anche se già un suo certificato sul Dax è risultato fra i primi quattro covered più scambiati nel mese di Agosto 2003, superando quindi i prodotti di Abn. D'altra parte i meccanismi di adeguamento dei prezzi di TradingLab alle variazioni dei sottostanti sono al momento più lenti di quelli di Abn e  questo tende a rendere i certificati di Unicredito più appetibili agli scalper. Il migliore dei certificati scambia ad oggi, in media, fra gli 860 e 1 milione di euro al giorno, mentre il covered più scambiato viaggia sui 3 milioni di euro, la metà rispetto a quanto avveniva nel 2000.

 

I Turbo certificates sono titoli derivati che, riproducendo in modo lineare l'indice sottostante, permettono di avvantaggiarsi della crescita del mercato azionario sfruttando l'effetto moltiplicativo della leva finanziaria, ma con la presenza di un livello di stop loss, raggiunto il quale il titolo si estingue e il MM si impegna a rimborsare una somma pari al differenziale tra strike e prezzo spot più una componente, detta Funding, che rappresenta il costo del finanziamento dell'operazione e che ricalca ciò che accade anche quando si investe sul Fib30. Questo costo viene definito come la differenza tra lo stesso prezzo di esercizio tout court e lo stesso strike price, attualizzato al tasso d'interesse (Euribor o Libor per sottostanti in dollari) più vicino alla scadenza maggiorato di 1 punto. Il valore di rimborso in caso di stop loss, determinato con la formula vista in precedenza, viene calcolato sul prezzo minimo toccato dal sottostante tra il giorno in cui è stato toccato lo stop loss e il giorno successivo. Nella pratica però finora Abn Amro ha sempre rimborsato un valore più alto, definito sulla base del prezzo a cui lo stesso market maker aveva chiuso la propria copertura, lasciando l'opportunità ai traders di rivendere subito sul mercato (fino alla seduta in cui è stato toccato lo stop loss) il prodotto stoppato, senza attendere i canonici 9 giorni per il rimborso. Come per i futures e per i cw di tipo call, la variazione percentuale di questi strumenti è superiore rispetto a quella del sottostante, ma il loro funzionamento è molto più semplice: se il sottostante sale (o scende) di 100 punti, il valore dei Turbo certificates sale anche esso di 100 punti. Il prezzo di questi prodotti non è quindi influenzato né dalla volatilità né dal trascorrere del tempo.

 

Gli Short certificates (9 prodotti quotati) sono strumenti derivati che riproducono in modo lineare, ma in senso inverso, l'andamento dell'indice sottostante, consentendo di avvantaggiarsi della discesa del mercato azionario, sempre sfruttando l'effetto leva. Un prodotto di questo tipo replica, in sostanza, una posizione di vendita di un future su indici azionari, con in più l'aggiunta di un meccanismo che fa estinguere anticipatamente il titolo se un predeterminato livello dell'indice viene raggiunto o oltrepassato (stop loss). Il prezzo teorico per gli Short (a differenza di quello calcolato per i Turbo) è definito come differenza tra strike price e valore spot del sottostante, moltiplicato per il multiplo (es. 0,0001 per il Mib30).

 

Entrambi gli strumenti, quindi, prevedono uno stop loss, che li differenzia dai semplici futures su indici: in tal modo l'investitore è maggiormente tutelato nel senso che l'eventuale perdita finale, a differenza di quanto succede appunto per i futures, non può mai superare l'importo inizialmente investito. Per quanto riguarda la facilità di negoziazione di questi prodotti, Abn Amro si impegna a mantenere un bid-ask spread molto basso e generalmente inferiore all'1%. Spread limitato e assenza di volatilità non significano tuttavia rischio limitato all'andamento del sottostante, dal momento che anche con questi strumenti si verificano inefficienze, quali i ritardi nell'aggiornamento dei prezzi da parte del market maker.

A cura di  Riccardo Catalani

 

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